A chi non è capitato di leggere su qualche rivista o giornale di qualche personaggio famoso che prende lezioni private di yoga? Alcuni celebri attori o personaggi dello spettacolo prendono parte regolarmente a lezioni di gruppo come Gwyneth Paltrow o Willem Dafoe che frequentano quotidianamente o quasi l’ashtanga yoga shala di New York altri preferiscono il rapporto one to one come Madonna che prende lezioni private praticamente ogni giorno dal suo personal yoga teacher. Spesso capita di sentire commenti un po’ superficiali su questo apparentemente strano abbinamento tra una persona che conduce una vita da personaggio famoso e una disciplina spirituale come lo yoga, commenti che fondamentalmente mettono in dubbio la serietà dell’impegno o la reale coerenza della scelta di una disciplina che sembra antitetica con lo stile di vita scelto.
Personalmente ritengo che la pratica dello yoga sia uno strumento per diventare inconsapevolmente consapevoli, indipendentemente da quello che si fa nel resto della propria vita, col tempo, e la crescente passione che determina la costanza nella pratica.
Il lavoratore salariato padre o madre di famiglia è esposto a fonti di stress quotidiane relative al farcela economicamente e alla ricerca dell’energia necessaria da distribuire nei vari settori in cui è impegnato, sul lavoro nelle attività in cui è richiesta attenzione e nelle relazioni col partner e i figli che non possono essere vissute con superficialità, pena la loro perdita.
Il VIP di contro , oltre ad avere spesso la medesima richiesta di impegno nel lavoro e nelle relazioni famigliari, spesso rese complesse dagli spostamenti o accavallamenti di impegni non previsti, ha un ” problema ” in più , e cioè che le sue possibilità economiche , al di sopra della norma, lo portano ad avere bisogni , spesso indotti dall’esterno, sempre crescenti e sempre più complessi.
Vi faccio un esempio a dir poco banale che però rende l’idea: immaginate una persona che frequenta un corso per diventare somelier, alla fine di uno o due anni di corso sa discernere alcune delle sfumature più sottili dei vini più pregiati ma difficilmente riesce a bersi un bel bicchiere di vino con gli amici parlando di leggerezze , magari il vino del contadino o del supermercato.
Viene intrappolato dalla raffinatezza del suo gusto e diventa difficile, a quel punto , rinunciare al bisogno di soddisfarlo. Questo a meno che non abbia raggiunto un equilibrio interiore e sappia contentarsi rinunciando all’identificazione con i suoi bisogni , o a quelli che considera tali!
Allo stesso modo il VIP impara quotidianamente centinaia di vessilli , di status symbol coi quali diventa facile identificarsi, fino ad esserne intrappolato, perchè ogni scelta, ogni particolare, dal cappuccino alle scarpe, dal ristorante all’auto, diventano criteri di identificazione e fonte di stress per il giudizio esterno che queste scelte generano. Pertanto può aiutare rivolgersi alla pratica perché lo yoga, la sua pratica e i suoi principi ( due aspetti assolutamente inscindibili) aiutano a ritrovare il Proprio centro, a liberarsi dal bisogno di identificarsi coi propri bisogni interiori e generati dall’esterno, ad ascoltarsi, a creare energia col proprio corpo, attraversando lo sforzo , a calmare la mente con la respirazione e ad avere una leggerezza e una forza di cui naturalmente si sente il desiderio di fare dono a chi si ama.
L’acronimo VIP significa very important person, persona molto importante, ed è questo il motivo per cui le persone che chiamiamo così sono così celebrate , invidiate e criticate, perchè ricoprono un ruolo a cui la nostra società vuole dare importanza, e così generano desiderio di emulazione. Il tal personaggio ha un oggetto e tutti vogliono lo stesso oggetto per sentirsi più vicini al suo stile di vita, alla sua condizione di privilegiato. Nello yoga ci ritroviamo, al di fuori dei ruoli, degli stati sociali, dei sessi, delle età in uno spazio in cui ritrovare noi stessi e liberarci dai bisogni e dall’identificazione con essi. Ci identifichiamo con gli status symbol perchè sono oggetti o situazioni che ci promettono una identità più chiara e più bella, Patanjali con i suoi imperituri aforismi sullo yoga ci insegna a cercare la nostra vera e splendida identità dentro di noi, aldilà dei vortici di pensiero generati dai sensi, dagli oggetti e dall’identificazione coi bisogni, immergendoci nella pratica, con umiltà , senza esaltazione, con sincera passione. Ripeto quanto ho scritto sopra, lo yoga rende inconsapevolmente consapevoli, che lo facciamo per imitare Robert Downing Jr, per seguire la persona che ci piace o perché ci fa bene al corpo, l’effetto si ottiene con la pratica, solo con la pratica, anche senza pensarci su, e forse, piu spesso proprio per quello!

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