REIKI
SHODEN
I LIVELLO
I piccoli gesti d’AMORE, a Volte,
Ci sembrano SOLO gocce NEL mare,
ma il MARE, nella sua IMMENSITA’
E’ faTTo di GOCCE
Reiki Master
Elena Bevilacqua
LE DODICI VIRTU’ DEL VERO GUARITORE
rispetto
compassione
chiarezza
umiltà
tolleranza
onestà
integrità
calma
fede
spirito di servizio
non-interferenza
amore
La parola REIKI viene dal
giapponese e significa energia vitale universale e nasce dall’unione di due
concetti
REI descrive l’aspetto universale
e illimitato di tale energia e che possiamo definire come Forza Spirituale
KI rappresenta la l’energia
individuale cioè quella peculiare caratteristica che distingue ogni essere da
tutti gli altri. Secondo una interpretazione Spirituale potremmo parlare di
Anima. Coscienza Psiche oppure più concretamente di Personalità, Individualità,
Carattere, Identità.
Il Reiki è un’antica arte basata
sul riequilibrio energetico, in grado di individuare le cause dei blocchi
fisici e psichici (sintomi) infondendo energia e benessere.
Le sue origini risalgono a
diecimila anni fa, e affondano nell’antica storia del Giappone, Egitto e della
Cina-Tibet. Era utilizzato in India, in Cina e in Giappone ed è giunto a noi
grazie al Dr Mikao Usui che lo riscoprì nel 1922.
REIKI assiste il corpo nei suoi
processi di autoguarigione ed è totalmente naturale ed olistico; inoltre equilibra le energie fisiche dando così al
corpo, alla
mente
e allo spirito il giusto allineamento.
Quello che accade con il
Reiki è che attraverso il trattamento o
l’attivazione si inverte il processo della malattia.
Purtroppo i condizionamenti che abbiamo subito fin
dall’infanzia ci hanno portato a
prendere le distanze dalle nostre emozioni e dalla nostra verità rendendoci
difficile di entrare in contatto con noi stessi e riconoscere quello che davvero sentiamo.
Attraverso il Reiki il corpo
viene nutrito di nuova energia che libera i blocchi e riporta alla
consapevolezza le cause della sofferenza.
Si chiama processo di guarigione
il continuo e progressivo afflusso di informazioni, sottoforma di sentimenti,
situazioni, ricordi, pensieri che affluisce dal corpo agli strati superiori
della coscienza.
L’energia REIKI può essere
utilizzata in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo e da chiunque e non
richiede alcun particolare strumento. Chi si sintonizza mediante l’iniziazione,
con questa energia, conserverà la connessione per tutta la vita . Più la si utilizza, più diventa potente. E’
energia, e l’energia non stanca mai.
L’energia REIKI fluisce e si
muove incessantemente in una spirale anti-oraria e si dirige dove c’è bisogno e
nella quantità necessaria. E’ una
tecnica priva di controindicazioni, capace di coadiuvare e supportare qualsiasi
terapia e trattamento di medicina tradizionale e/o naturale.
Si sperimenta quindi una crescita spirituale che significa
cominciare a percepire l'esistenza di un ordine superiore, di un essere
supremo, di un disegno cosmico.
Significa riconoscere i
segni che ci indicano la via dell'evoluzione, significa mettere da parte il
proprio ego e accettare di affidarsi all'universo, alla vita, senza più
resistere, senza ribellarsi al proprio destino e al proprio percorso evolutivo.
L’energia REIKI può essere utilizzata dalle persone che
aderiscono a qualsiasi fede, religione
o ideologia. E’ comunque una via di crescita personale, dove la verità che si
scioglie dai blocchi fisici nutre la coscienza, finalmente in grado di
ampliarsi oltre i limiti che la mente le ha imposto.
PER SEMPRE
Usui nacque nel
primo anno del periodo Keio, chiamato Keio Gunnen, il 15 agosto 1865. Il suo
primo nome era Mikao e il secondo viene pronunciato Gyoho (che Kyoho)
Egli era nato nel villaggio di Yago nel
distretto Yamagata della prefettura di Gifu.
Da adulto viaggiò in molti paesi occidentali e
in Cina per studiare.
Divenne imprenditore di una piccola azienda ed
ad un certo punto incappo in qualche sfortuna finanziaria. Non si arrese e
cominciò a studiare sempre più assiduamente varie religioni e tecniche per
poter crescere sempre più spiritualmente.
Nella sua incessante ricerca spirituale decise
di recarsi sul monte Kurama per un ritiro di 21 giorni in cui digiunare e
meditare per poter raggiungere l’illuminazione.
Al termine di questo periodo egli sentì
improvvisamente la grande energia di Reiki sulla sommità della propria testa,
il che condusse al sistema di guarigione Reiki. Inizialmente egli usò Reiki su
se stesso, quindi lo provò sui propri familiari. Poiché funzionava bene per
diversi disturbi egli decise di condividere
questa conoscenza con il pubblico più ampio.
Aprì una clinica ad Harajuku, Aoyama, Tokyo
nell’aprile dell’11° anno del periodo Taisho (1922)
Non solo trattò innumerevoli pazienti, molti
dei quali giungevano da molto lontano, ma ospitò anche seminari con i quali
diffondere il suo sapere.
Nel settembre del dodicesimo anno del periodo
Taisho (1923), il devastante terremoto Kanto sconvolse Tokyo. Migliaia di
persone rimasero uccise, ferite o si ammalarono per le sue conseguenza. Il Dr.
Usui pianse per la sua gente, ma portò anche Reiki nella città devastata e ne
utilizzò i poteri di guarigione per le vittime sopravvissute.
La sua clinica diventò ben presto troppo
piccola per gestire l’affluenza dei pazienti che richiedevano il suo
intervento, perciò nel febbraio del quattordicesimo anno del periodo Taisho
(1925) egli ne costruì una nuova fuori Tokyo a Nakano.
La sua fama si diffuse rapidamente in tutto il
Giappone, e allo stesso modo si moltiplicarono gli inviti a recarsi in luoghi
lontani per curare molti disturbi.
Fu durante il suo soggiorno a Fukuyama che
venne colpito da un attacco fatale il 9 marzo del quindicesimo anno del periodo
Taisho (1926) Aveva 62 anni.
Il Dr. Usui aveva una moglie di nome Sadako, il
cui nome da ragazza era Suzuki.
Essi ebbero un figlio e una figlia. Il figlio
Fuji Usui si incaricò degli affari di famiglia dopo la transizione di Usui.
Il Dr. Usui
era una persona molto calda, semplice e umile. Era ben proporzionato.
Non si metteva mai in mostra e sul volto c’era
sempre un sorriso, inoltre fu sempre coraggioso di fronte alle avversità.
Al tempo stesso era una persona molto prudente.
I suoi talenti erano numerosi.
Gli piaceva leggere, e la sua conoscenza della
medicina, psicologia, della mantica e della teologia di religioni di tutto il
mondo era vasta. La sua abitudine, lunga quanto la sua vita, allo studio e alla
raccolta di informazioni lo aiutò a pavimentare il sentiero verso la percezione
e la comprensione di Reiki.
Durante gli anni passati ad insegnare il Reiki,
il Dott. Usui elaborò sei livelli o gradi di addestramento, numerandoli al
contrario di quanto facciamo noi occidentali.
I primi quattro corrispondono al livello 1
insegnato dalla signora Takata, che li riunì in un unico livello; per questa
ragione ella trasmetteva quattro attivazioni per il primo grado che venne
chiamato Shoden o
livello iniziale; il quinto prese il nome di Okuden o
insegnamento interiore; il livello più alto , o master, venne denominato Shinpiden,
o insegnamento arcano.
E’ da notare che il titolo master non fu mai
usato da Usui sensei, e non lo è in Giappone; tale titolo venne introdotto da
H. Takata nel 1970 quando iniziò a insegnare lo Shinpiden. Questo creò
confusione poiché master, o maestro, è inteso come “illuminato” o “ maestro
spirituale”, cosa non necessariamente collegata con l’attivazione allo
Shinpiden.
Usui sensei non voleva che il Reiki costituisse
la pratica esclusiva di un unico gruppo, ne’ che fosse controllato o limitato
in alcun modo, desiderava che venisse reso disponibile a tutti e diffuso
ovunque, nella convinzione che chiunque potesse, attraverso esso, sperimentare
il Divino, e che quindi la gente sarebbe stata più incline a lavorare insieme
per costruire un mondo migliore.
Alla sua morte
i suoi discepoli posero presso la tomba una grande lapide commemorativa
con una meravigliosa iscrizione che narra la vita e l’opera del Maestro.
Allo scoppio della guerra i praticanti Reiki
dovevano spostarsi continuamente per evitare di essere accusati di appartenere
al movimento pacifista, fatto che comportava l’esecuzione immediata.
Questi gruppi in Giappone erano piccoli e
spesso si sfaldavano alla morte del loro capo. Alcuni modificarono gli
insegnamenti perseguendo interessi personali e dando vita a diverse sette
religiose.
Dopo che il Reiki venne fatto conoscere
nell’Occidente venne reintrodotto in Giappone nel 1984, dove ottenne un gran
seguito e si può dire che nel 1999 il “Reiki occidentale” era diventato un
metodo ben noto negli ambienti esoterici del Giappone.
Attualmente in Giappone sono attive diverse
scuole di Reiki occidentale, quasi tutte avviate da allievi Occidentali e
realizzate su modello americano
Ricordiamo che spesso per noi Occidentali è
importante il lignaggio degli insegnati, cosa totalmente sconosciuta in
Giappone che non si preoccupano dove il loro maestro abbia appreso il metodo.
Si deve a
Hawayo Takata il merito di aver fatto conoscere il Reiki in Occidente.
Takata
nacque il 24 dicembre del 1900 nelle Hawaii.
Contrasse
una malattia polmonare e un esaurimento nervoso, e in seguito alla morte della
sorella si recò in Giappone a far visita ai genitori e per curare la propria
salute. Inizialmente si rivolse ad un ospedale normale, ma in seguito decise di
tentare un approccio diverso.
Si recò
alla clinica Reiki e dopo quattro mesi di trattamenti giornalieri, era
completamente guarita, come venne confermato dagli esami medici.
Felice
dei risultati decise di imparare il Reiki per mantenersi in salute, una volta
tornata nelle Hawaii. Venne iniziata allo Shoden e dopo un anno di pratica
nella clinica, ricevette anche il grado di Okuden.
Nel 1937
torno nelle Hawaii e insieme al dott. Hayashi girò l’arcipelago tenendo
conferenze, insegnando e praticando il Reiki.
Nel 1938
venne iniziata allo Shinpiden.
Aprì una
clinica e divenne una celebre guaritrice. Viaggiò negli Stati Uniti e in altre
parti del mondo, insegnando e curando.
Nel 1970
iniziò ad addestrare altre persone allo Shinpiden, o livello master come volle
chiamarlo. La preparazione costava 10.000 dollari e consisteva in un week end
senza alcun tirocinio.
Secondo
H. Takata il Reiki è una tradizione orale, e quindi non devono essere forniti
materiali scritti agli allievi, inoltre non permetteva di prendere appunti,
rendendo più difficile l’apprendimento.
Ora
Sappiamo, grazie anche alla lapide commemorativa vicino alla tomba del Maestro,
che sia lo stesso dott. Usui che il dott. Hayaschi (che attivò la signora
Takata) avevano compilato manuali d’insegnamento che fornivano ai propri
allievi. Copia che tra l’altro era anche in possesso della stessa H. Takata.
L’11
dicembre 1980 Hawayo Takata morì, aveva iniziato ventidue maestri di Reiki, ai
quali fece giurare solennemente che avrebbero insegnato esattamente come
avevano appreso, così da preservare il metodo Usui come ella lo interpretava.
Pur rifacendosi al fondatore, il metodo d’insegnamento e di pratica da lei
seguito, trascurava molti aspetti considerati importanti dallo stesso dott.
Usui e aggiungeva diverse regole personali. Alcune di queste apparivano
restrittive e, per amore di chiarezza, ciò che ella insegnata avrebbe dovuto
essere definito “Reiki di Takata”.
L’elevato
costo e queste regole restrittive ed estranee agli insegnamenti del dott. Usui,
hanno reso più difficile l’apprendimento e rallentato lo sviluppo del metodo.
Tuttavia
non dobbiamo dimenticare l’importanza di quanto ella fece, proponendo il Reiki
all’Occidente.
Dopo la
sua morte alcuni insegnanti che amavano il Reiki, cominciarono a modificare le
limitazioni che ella aveva apportato seguendo la propria guida interiore;
insegnando in modo più aperto, facendo prendere appunti, fornendo materiale scritto e chiedendo somme più modeste.
Grazie a
diversi studi sulla storia del Reiki, è emerso, con prove documentate dal
Giappone, che il Reiki deve essere disponibile e alla portata di tutti.
REIKI prevede tre
livelli (o gradi) di apprendimento. Ciascun livello è accomunato agli altri due
per la presenza delle iniziazioni.
Con Reiki le iniziazioni nascono dalla
decisione dell’individuo di dire sì a sé stesso ed alla propria vita
TOTALMENTE.
PURIFICAZIONE, CONSAPEVOLEZZA, GUARIGIONE.
Contatto con l’energia vitale e grande apertura
verso la vita ed il mondo.
Qui inizia l’avanzamento della coscienza e prende
il via il processo di guarigione sul piano FISICO.
Per accedere all’Okuden sarebbe opportuno aspettare che l’energia
attivata con l’apertura dei canali durante l’iniziazione allo SHODEN si sia
equilibrata e l’iniziato abbia interiorizzato gli insegnamenti base per i trattamenti. Questo
periodo cambia secondo il soggetto, ognuno valuterà quando, e se, vuole essere
attivato all’OKUDEN
Connessione con altri due simboli per i
trattamenti mentali ed a distanza.
La vibrazione sale e dal piano del corpo fisico si passa a quello del corpo
mentale che attraverso i trattamenti viene rigenerato e purificato.
La pratica del I Livello non
deve mai più essere abbandonata, essa costituisce la fonte e il fondamento di
tutta la pratica di Reiki.
Un errore frequente è
considerare il I livello di Reiki secondo la mentalità occidentale, con
atteggiamento gerarchico e competitivo, come qualcosa da superare con il II
Livello.
Il II Livello non è qualcosa di "superiore" rispetto
al I, ma qualcosa che ha finalità differenti.
Il I Livello vibra
attraverso la frequenza del Corpo, il
II Livello vibra attraverso la
frequenza della Mente.
In realtà la Tecnica di
Guarigione del I Livello è la base del successivo lavoro di crescita.
Entrambi sono necessari per
la Guarigione.
Avere padronanza della
tecnica significa anche riconoscere queste differenze qualitative.
Molti studenti, poco accorti, spesso
tralasciano la pratica dei trattamenti di I Livello appena entrano in contatto
con l'energia del II livello, con i simboli e i trattamenti a distanza.
E' un errore, la pratica del I Livello non andrebbe mai abbandonata.
Connessione con il quarto simbolo, che produce
frequenze vibratorie molto alte.
La coscienza umana si apre alla dimensione
universale: è interessato il CORPO ETERICO.
Lo Shikiden (noto come Master) è un passaggio
molto delicato dove l’individuo sceglie di fare della propria esistenza un
processo di crescita e di consapevolezza interiore, utilizzando tutto ciò che
può servire a migliorare la vita dal punto spirituale, fisico e psichico.
Con lo Shikiden si acquisisce la conoscenza per
poter iniziare altre persone a tutti i tre livelli.
Questa conoscenza rappresenta il passaggio alla
responsabilità, per se e per gli altri, che lo studente compie scegliendo la
via del master.
Scegliere il ruolo di maestro non significa
avere qualcosa di proprio da dare agli altri, essere superiore, migliore, stare
più in alto. Significa soltanto essere disponibile a ritrasmettere ciò che ci è
stato insegnato affinché il maggior numero di persone possa fruirne.
SEDETEVI
NELL’IMMOBILITA’ E NEL SILENZIO OGNI MATTINO ED OGNI SERA TENENDO LE MANI IN
POSIZIONE DI “GASSHO” E RIPETERE TRE VOLTE I CINQUE PRINCIPI.
CHIUNQUE
PU0’ ACCEDERE AL REIKI PERCHE’ INIZIA DA DENTRO SE STESSI.
Kyo dake wa - Solo per
oggi
Okolu-na - non mi arrabbio
Shinpai suna - non ho paura – non mi
preoccupo
Kansha shite - apro il mio cuore alla gratitudine
Goo hage me - lavoro sodo su me stessa/o
Hito ni shinsetsu ni – ho rispetto per ogni creatura vivente.
Solo per oggi non ti arrabbiare
Solo per oggi non avere paura non ti preoccupare
Solo per oggi apri il tuo cuore alla gratitudine
Solo per oggi lavora sodo su te stesso
Solo
per oggi rispetta ogni creatura
vivente
Perché
“SOLO PER OGGI”
Un pensiero espresso al presente è percepito dalla mente in modo
diretto e ci si attiva in questo senso.
Se ogni giorno ripetiamo i 5 principi, ogni giorno ci
impegneremo nel mettere in atto quello che è l’essenza del Reiki che vi è
racchiusa.
Il presente è il mattone per il futuro ed è quello su cui
quotidianamente possiamo lavorare ed agire per costruire, mattone dopo mattone,
un futuro pieno di luce e consapevolezza.
Per ricevere l’Attivazione
al I Livello è sufficiente sedersi per alcuni minuti cercando di fare il vuoto
nella mente, per aiutare il raccoglimento è spesso sufficiente guardare per
alcuni minuti la fiamma della candela che viene posta di fronte al ricevente.
Quando il ricevente si sente
pronto, può chiudere gli occhi, congiungere le mani all’altezza del cuore e tenere
i piedi bene appoggiati a terra in modo da rimante costantemente in
contatto con la terra ed la parte materiale.
L’Attivazione è una vera e
propria cerimonia con cui il Maestro apre i canali energetici del ricevente e
nel contempo il Maestro attivatore prende su di se il Karma negativo del suo allievo lasciandogli così la possibilità
di iniziare al meglio la sua evoluzione spirituale che, continuerà in modo
progressivo nel tempo.
Dopo l’attivazione avviene una purificazione
a livello fisico e spirituale dove si eliminano le tossine, si potrebbero quindi verificare dei lievi
malesseri fisici e un profondo cambio a livello emotivo (modi di sentire e
pensare).
Questa purificazione dura 21 giorni, nei
quali il Maestro rimane a disposizione dell’allievo per poterlo seguire,
guidare e sostenere in questo momento di totale trasformazione
Durante la cerimonia di attivazione, il
Maestro Reiki toccherà le spalle dell’iniziato e questi dovrà mettere le mani
giunte a livello del cuore, al secondo tocco sulle spalle, le mani andranno
giunte sopra la testa. Alla fine dell’attivazione le mani verranno messe dal
maestro, una sopra l’altra, all’altezza del quarto chakra , il chakra del
cuore, a questo punto il discepolo
potrà prendersi del tempo per gustare le proprie emozioni e quando si sentirà
pronto potrà riaprire gli occhi e riprendere
coscienza del qui e ora.
Dopo l’attivazione, che per il primo livello
sono in tutto quattro, è generalmente utile condivide le sensazioni provate
durante la cerimonia.
LA
CENTRATURA SUL CUORE
La centratura, detta anche bilanciatura, è l’interruttore che
permette all’operatore Reiki di connettersi con il flusso dell’Energia cosmica.
Si portano le mani al cuore, una sovrapposta all’altra, e si
rimane in meditazione per qualche minuto, poi si può passare al trattamento
vero e proprio tracciando il simbolo.
Consiglio di farla sempre, anche quando si sarà esperti, ho però personalmente verificato che con la
pratica, in alcuni casi (siamo in mezzo alla gente preferiamo non rendere
pubblica la nostra centratura) basta
l’intenzione perché avvenga la connessione.
Anche in questo caso affidiamoci alle
nostre sensazioni ed alla nostra esperienza.
In un breve attimo l’energia inizia a fluire con forza, le
tensioni scemano, si prova un senso di distacco che permette di vedere le cose
sotto una luce più vera.
Pochi ne sono consapevoli, e usano la centratura per predisporsi ad un trattamento, mentre è
un aiuto formidabile nella vita quotidiana.
TRATTAMENTI
Durante i
primi trattamenti/autotrattamenti, si possono verificare delle acutizzazioni
dei dolori fisici o/e emotivi, vengono però sciolti entro i primi trattamenti.
Inoltre si potrebbe presentare una situazione (fisica od emotiva) dolorosa che
pensavamo rimossa, ma evidentemente
ancora latente o cronica.
Ricordiamoci
che l’energia Reiki agisce solo per il massimo bene e non è controllabile dal
terapista.
Affinché l’energia reiki esplichi al massimo i suoi benefici, sarebbe opportuno ripeterlo (la
prima volta che si viene in contatto con il Reiki) 4 volte in 4 giorni
consecutivi.
PRIMA
DI OGNI TRATTAMENTO RICORDARSI DI CONNETTERSI CON L’ENERGIA TRAMITE LA
CENTRATURA, TRACCIARE IL SIMBOLO E RIPETERNE MENTALMENTE IL NOME PER 3 VOLTE
E’ il trattamento che ognuno può fare a se stesso.
Dopo la centratura, tracciare il simbolo ed, iniziando dalla
testa, si appoggiano le mani per qualche minuto sui punti che vediamo sotto
elencati.
Naturalmente se sentiamo qualche dolore o disagio poggiamo le mani direttamente sul punto che vogliamo trattare, oltre che sui soliti
punti, fermandoci per tutto il tempo
che riteniamo necessario.
Come sempre affidiamoci al nostro intuito.

1.mani
sul volto coprendo occhi e guance
2.mani a contatto sulla sommità del capo
3.mani a coppa sulla nuca
4.una mano sulla gola, l'altra con la punta delle dita sotto
5.mani allineate sul petto
6.mani allineate sulla vita
7.mani sulla pancia
8.le due mani formano una "V" sull'inguine
TRATTAMENTO VELOCE
Far sedere il ricevente
su una sedia con la schiena dritta e i piedi appoggiati a terra, Mettersi in piedi alle sue spalle, e dopo la
centratura e il simbolo, mettere le
mani sulle spalle in modo da entrare in
contatto con chi trattiamo.
Spostiamoci quindi di fianco e poniamo le mani sui chakra
partendo dal settimo fino ad arrivare all’altezza del primo. Trattando direttamente i chakra basta
mantenere ogni posizione per 1 minuto

1.mani sulle
spalle del ricevente per stabilire il primo contatto energetico
2.entrambe le mani sulla sua testa
3.spostare la mano anteriore sulla fronte del ricevente e la posteriore sulla
sua nuca
4.la mano anteriore sulla gola, e l'altra sulla parte posteriore del collo
5.la mano anteriore sul petto e l'altra parallela ad essa sulla schiena
6.la mano anteriore sul plesso solare e l'altra parallela ad essa sulla schiena
7.la mano anteriore sulla pancia e l'altra parallela ad essa sulla schiena
8.la mano anteriore sulla zona pelvica,
e l'altra sul coccige
IL
TRATTAMENTO DI BASE
Ricordiamoci che un trattamento a un'altra persona non andrebbe
fatto controvoglia: se ce la sentiamo, e ci fa piacere eseguiamolo, altrimenti
è meglio rimandare (fidatevi dei vostro istinto: può darsi che se non ne avete
voglia, la persona che ve l'ha chiesto in realtà non lo desideri ... )
Per una riuscita ottimale, seguire i “SUGGERIMENTI PER I
TRATTAMENTI”
PARTE
ANTERIORE

1.mani sugli occhi
2.mani sulle tempie
3.mani a coppa sulla nuca
4.mani sulla sommità del capo
5.mani alla gola, senza premere
6.mani sulla zona del fegato (destra)
7.mani sulla zona dello stomaco, milza e pancreas (sinistra)
8.mani sulla pancia (centro)
9.mani a V sulla zona inguinale
10. mani a T sulla zona del cuore
PARTE
POSTERIORE

1.mani sulla
parte posteriore delle spalle
2.idem sul lato opposto
3.mani sulla parte dorsale della schiena
4.idem sul lato opposto
5.(non disegnato)mani allineate sulla zona lombare
6.mani a T sul coccige (premere bene con la mano sottostante)
7.una mano sul coccige e l'altra sulla zona cervicale
8.mani sulla parte posteriore delle ginocchia
9.mani sulle piante dei piedi
Al termine di ogni sessione è necessario eseguire l’accarezzamento
dell’aura 3 volte. Si passano le mani tenendole leggermente sollevate dal
corpo, come se si accarezzasse l’aria che lo circonda partendo dal capo fino ai
piedi. Una volta terminato, si lascia riposare il paziente (meglio coprirlo con
una copertina) finchè non se la sente di alzarsi. Non c’è fretta!
SUGGERIMENTI
PER I TRATTAMENTI
E’ molto importante creare un clima rilassato, ove il cliente si
senta a suo agio.
Assicurati che l’attenzione che dedichi alla persona ricevente
non venga disturbato dal telefonino, rumori forti, passaggi di persone.
Usa luci soffuse, chiedi al ricevente se gradisce della musica e
che tipo. Il cliente fa fatto sdraiare su di un lettino o su una superficie
piana (va bene anche un tavolo se abbastanza grande), lasciamogli la scelta del
tipo di coperta, dei cuscini, di dove mettersi (se c’è questa possibilità). Questo permette al nostro
cliente di sentirsi più a suo agio, coccolato ed in pace con se stesso.
Ricordiamoci che il trattamento dura da 40 a 50 minuti quindi è importante che sia il terapeuta che
il ricevente siano comodi.
Tieni a disposizione dei fazzoletti di carta per eventuali
lacrime liberatorie.
Dopo esserti centrato sul
cuore, traccia il simbolo di tua conoscenza, ripetine 3 volte il nome
mentalmente, e lascia che l’energia Reiki lavori per il massimo bene di chi
stai trattando.
Segui il tuo istinto durante
il trattamento, col tempo imparerai che le posizioni dei trattamenti imparate
possono anche essere modificate, secondo il tuo sentito in quella particolare
situazione.
L’energia che fruisce
attraverso te per arrivare alla persona che ha riposto fiducia nel tuo operato,
ti permetterà di entrare in stretto contatto con lui, avvertendo anche i suoi
disagi emotivi. Lascia comunque che l’energia sia libera, senza cercare di
contrastarla, dirigerla o di dominarla (cosa di per sé impossibile), sei solo
un canale, e attraversandoti l’energia ha un effetto purificante anche su di
te.
Quando sposti le mani da una
posizione all’altra fallo una mano per volta in modo da non interrompere in
modo brusco il flusso dell’energia.
Non interrompere il flusso fino a quando non senti che l’energia
ha esaurito il suo compito.
Quando avrai finito con la parte anteriore del corpo, richiama
dolcemente la persona e invitala a girarsi, quindi prosegui come in precedenza
sulla parte posteriore.
Qualsiasi cosa tu percepisca durante un trattamento va
religiosamente tenuto per te, non va commentato con nessuno e parlane al tuo
ricevente solo se senti che è lui a volerlo.
Non siamo dottori e quindi non diamo diagnosi.
Se la persona che richiede un trattamento sta seguendo una
terapia non serve dissuaderlo dal continuarla, l’energia Reiki non
interferisce con nessuna cura già in atto, l’operatore deve fare
altrettanto.
Limitati ad ascoltare lo sfogo di chi ti consulta (se ciò si
dovesse verificare durante un trattamento) senza tentare di dare giudizi o
consigli, troppo spesso si è tentati di darne, ma ricordiamoci che sono frutto
del nostro vissuto e possono rivelarsi deleteri per chi stiamo trattando.
Il Reiki lavora per aiutare coloro che lo praticano e lo
ricevono in modo che ognuno riesca a trovare
dentro di se’ le sue risposte.
Ricorda che sei un canale,
l’energia Reiki sa dove deve andare in maniera autonoma, lasciale solo
il tempo necessario per espletare il suo compito.
Al termine puoi eseguire l’accarezzamento dell’aura per tre
volte.
Richiama la persona invitandola a rialzarsi gradualmente,
girandosi prima di tutto su un fianco poi mettendosi seduta ed infine in piedi.
Quanto tratti con il Reiki conviene, sia per l’operatore
che per chi riceve, non accavallare le
gambe e non indossare oggetti metallici, in quanto ciò potrebbe interferire con
un corretto passaggio dell’Energia attraverso il corpo.
PRIMO SIMBOLO
CHO KU REI
Si utilizza per ACCUMULARE ENERGIA
E’ il
fissatore degli altri
simboli e significa:
“ Energia universale vieni qui”.
Concentra,
purifica, eleva l’energia.
TRATTAMENTO FISICO
Si
traccia mentalmente il simbolo e si ripete il nome CR per tre volte.
Si usa
all’inizio di ogni trattamento, si può ripeterlo ad ogni passaggio o dove se ne
sente più il bisogno.
Serve per
accelerare la guarigione e per sedare il dolore.
TRATTAMENTO AGLI AMBIENTI
Si usa
per purificare gli ambienti da energie negative e/o presenze.
E’ bene
ripetere il trattamento anche per diversi giorni consecutivi, quando si intende
purificare ambienti particolari (case dove si sono vissuti parecchi conflitti,
stanze di ospedali, case di ammalati, luoghi dove si effettuano terapie)
Tracciare
CR si ogni parete della stanza, sul soffitto e sul pavimento ripetendo ogni
volta il CR per tre volte.
Si può
anche visualizzare il simbolo luminoso che dal soffitto scende lentamente
purificando l’ambiente.
PROTEGGERSI O PROTEGGERE DA ENERGIE
NEGATIVE
Molte
volte entriamo in contatto con persone che ci sfiniscono a livello energetico,
o che ci intimoriscono a livello psicologico. Grazie al simbolo CR possiamo
proteggerci.
Tracciare
CR intorno a noi sopra e sotto (sei volte in tutto) ripetendo ogni volta il
nome per 3 volte
Oppure
tracciare il simbolo sopra la nostra testa visualizzandolo luminoso che
compenetri tutto il corpo fino ai piedi e la sua energia/luce nel contempo ci
avvolga irradiandosi dal ns. corpo.
In
alternativa si può tracciare Cho Ku Rei davanti a noi come un portale e
passarci attraverso.
Inoltre
per trattare persone e/o situazioni che ci mettono a disagio, tracciare CR
mentalmente direttamente sulla persona o sulla situazione che stiamo vivendo.
DOCCIA
DI LUCE
Mettiti
in piedi, con gli occhi chiusi, e prendi tre respiri profondi.
Alza le
braccia, tenendole leggermente incurvate, con le mani rivolte verso l’alto, in
posizione di ricezione, visualizza un raggio di luce abbagliante che dall’alto
arriva fino alla sommità del tuo capo ed attraverso il la corona entra di te
inondandoti di luce dorata e riempiendoti di energia.
Concentrati
su questa immagine fino a quando non sentirai l’energia scorrere dentro di te
vibrando fino ad uscire ad avvolgerti completamente.
Quando
sentirai che l’energia comincia a scemare, lasciala andare, e riapri gli occhi.
Avrai la
sensazione di aver fatto un bagno di giovinezza e ti sentirai ricaricato.
Usare il
Reiki è un sistema eccellente per armonizzare le correnti di energia nel corpo.
Metti
la mano sinistra su un chakra (ad
esempio sul frontale – terzo occhio) e la destra su quello della gola rimani
così fino a quando senti che entrambi i chakra hanno lo stesso tipo di energia.
Sposta
poi la destra (tenendo la sinistra sempre sullo stesso chakra) ad un altro e
ripeti, così per tutti i chakra rimanenti.
Non ha
importanza l’ordine di sequenza.
Il fatto
di tenere una mano sempre sullo stesso chakra permette di armonizzare su di
esso tutti gli altri.
Questo
trattamento equilibra anche i corpi sottili essendo essi in corrispondenza dei
chakra.
Il Reiki è estremamente efficace
nell’accelerare i processi di cicatrizzazione delle ferite.
In caso
di incidente disinfettare la zona sanguinante (onde evitare che impurità
rimangano nella ferita durante la cicatrizzazione) prima di dare Reiki; poi
trattare le ferite a contatto, appoggiando le mani ai margini delle stesse,
sopra la fasciatura o direttamente sulla ferita senza toccarla rimanendo un paio
di centimetri al di sopra.
Anche in questo caso il Reiki accelera i
processi di guarigione, quindi ricordarsi di trattare la frattura solo quando è
stata ricomposta in modo adeguato. Si tratta in modo efficace anche attraverso
l’ingessatura o il supporto rigido.
Una
frattura guarisce assai rapidamente quando viene trattata per almeno un quarto
d’ora 3 – 4 volte al giorno.
In caso
di contusioni, shock o di incidenti traumatici, puoi aiutare la persona ferita
durante l’attesa dell’ambulanza, dando Reiki per calmarla e per aumentare le
sue difese vitali.
Non
bisogna dimenticare che nei momenti di
tensione, preoccupazione o in cui si ha bisogno di forze nuove il Reiki è un
aiuto prezioso.
GASSHO e HATSU REI
GASSHO E' UNA MEDITAZIONE
CHE SECONDO GLI INSEGNAMENTI DI USUI VA PRATICATA DUE VOLTE AL GIORNO. UN'ALTRA
VERSIONE DELLA MEDITAZIONE SI CHIAMA HATSU REI, E SIGNIFICA AVVIO REIKI
Gassho, è la meditazione
più semplice, e si avvicina a quella
di tipo yogico.
Hastu Rei, è composta da nove passaggi, ognuno dei quali ha un
effetto particolare e mirato al fine di sviluppare e sensibilizzare un miglior
contatto con l'energia.
Meditazione Gassho:
Gassho, significa letteralmente "due mani giunte." Il
Maestro Usui insegnava questa meditazione da fare due volte al giorno: alla
mattina e alla sera, possibilmente alba e tramonto, che sono i due momenti in
cui l'atmosfera terrestre e quindi anche l'aria che respiriamo sono
maggiormente carichi di "Ki " o "Prana".
Siediti con gli occhi chiusi e le mani giunte davanti al petto,
porta la tua attenzione al punto dove si incontrano le tue dita medie, inizia a
respirare lentamente nella pancia, e non preoccuparti di altro.
Se ti accorgi che arrivano dei pensieri, cerca di non
trattenerli, ma osservali semplicemente come se appartenessero a qualcun altro.
Meditazione Hatsu Rei:
Hatsu Rei è una meditazione che si articola in nove
passaggi diversi, ognuno dei quali ha uno scopo energetico ben preciso.
Hatsu Rei significa avviare Reiki. In effetti possiamo dire che
questo termine indica una tecnica per attivare e rafforzare il proprio Reiki.
Consiste in una serie di esercizi energetici e visualizzativi che vanno
eseguiti quotidianamente.
Preparazione: Svuotare la mente salmodiando Gyosei:
Hai un’anima giusta e pura se non hai nulla di cui vergognarti davanti al
Divino che non puoi vedere.
1.
Kihon Shisei (postura standard)
Siediti sul pavimento in stile Zen o nella
posizione del Loto oppure su di una sedia, rilassati e chiudi gli occhi.
Focalizza la tua attenzione sull’Hara 4 dita sopra l’ombelico mettendo le
mani sul grembo col palmo rivolto verso l’alto.
2.
Mokunen (focalizzazione)
Dì mentalmente al tuo
inconscio: “Avvio Hatsu Rei”
3.
Kenyoku
Kenyoku significa “bagno secco” o “spazzolare via” è un modo per liberarsi
dalle energie negative.
·
Posa il medio e l’indice
della mano destra sul bordo della
spalla sinistra, alla sommità del braccio, quindi fai scorrere le due dita
sulla parte esterna del braccio sinistro, tenendo quest’ultimo lungo il corpo,
fino al polso, espirando
·
Ripeti la procedura con
l’altra mano sull’altro braccio.
·
Ripeti nuovamente la
procedura sul lato sinistro.
·
Posa l’indice ed il medio
della mano destra vicino alla sommità della spalla sinistra, sull’incavo appena sotto il bordo della
spalla e con le due dita traccia diagonalmente una linea retta attraverso il
torace fino all’anca destra, espirando
·
Ripeti la procedura con
l’altra mano sull’altra spalla.
·
Ripeti nuovamente la
procedura sul lato sinistro.
4.
Connessione a Reiki
Porta le braccia in alto ai lati della testa; le mani sono tese
e si guardano. Sintonizzati con Reiki visualizzando e sentendo la vibrazione –
la luce bianca di Reiki che scorre nelle tue mani e nel tuo intero corpo. A
mano a mano che diventi consapevole del flusso di Reiki abbassa le braccia.
5.
Joshin
Kakkyu
Significa “metodo per
purificare lo spirito attraverso il respiro”, o “respirazione per purificare
l’anima”, è una meditazione focalizzata sull’Hara
·
Nella posizione
Shisei (in ginocchio)si posano le mani sulle cosce e si uniscono le punte dei
pollici, indici e medi (quest’ultimi puntati verso il basso) a formare un
triangolo, quasi un cuore. Chiudere gli occhi e immagina una grande coppa
dorata nell’Hara. Immagina una luce dorata che entrando dalla corona (la
sommità del capo) attraversi il tuo corpo e riempi la coppa dorata.
·
Inspirando si portano le
braccia e le mani verso l’alto congiungendole sopra il capo disegnando un cerchio intorno a te.
·
Espirando lentamente si
separano le mani e le braccia descrivono un semicerchio lateralmente rispetto
al corpo per poi ricongiungersi, la mano sinistra con il palmo verso la destra
che di taglio si poggia con la parte esterna (quella del mignolo) al centro del
suo palmo per poi tornare nella
posizione di partenza. Durante l’espirazione l’energia si irradia dal centro
del corpo alle estremità e da queste esce per illuminare il contorno esterno di
tutto il corpo. La luce che purifica ogni buio dell’anima entra in noi e tutto
intorno a noi.
Questa
respirazione va ripetuta 9 volte
6. Gassho
tenere le
mani giunte (come in preghiera) davanti al torace, un pochino più in alto del
cuore. A questo punto mantieni questa posizione e medita (il tempo della
meditazione è soggettivo, smettete quando ve lo sentite).
7. Seishin
Toitsu (segue meditazione concentrazione)
Questo è
il momento in cui gli insegnanti danno Reiju. (Anche se non riceviamo
l’attivazione Reiju non saltiamo questo passo).
·
Inspira attraverso le mani e
visualizza la luce di Reiki che scorre attraverso le mani e fino all’Hara.
Senti l’energia che aumenta e si accumula nell’Hara.
·
Espirando, visualizza
l’energia accumulata nell’Hara che irradia e sgorga abbondantemente attraverso
le mani.
8. Gokai Sansho (ripetere
tre volte a voce alta i cinque principi)
·
Solo per oggi non mi
arrabbio
·
Solo per oggi non ho paura
·
Solo per oggi apro il mio
cuore alla gratitudine
·
Solo per oggi lavoro sodo su
me stesso/a
·
Solo per oggi ho rispetto
per ogni creatura vivente
9. Mokunen
Dì mentalmente al tuo inconscio: “Ho finito Hatsu Rei”.
Dopo
un po’ impari la sottile differenza fra tenere una mano e incatenare un’anima.
E
impari che l’amore non è appoggiarsi a qualcuno e la compagnia non è sicurezza.
E inizi
ad imparare che i baci non sono contratti e i doni non sono promesse.
E
cominci ad accettare le tue sconfitte a testa alta e con gli occhi aperti, con
la grazia di un adulto, non con il dolore di un bambino.
E
impari a costruire le tue strade oggi
perchè
il terreno di domani è troppo incerto per fare piani.
E
impari che puoi davvero sopportare,
che
sei davvero forte
e
che vali davvero.