REIKI

SHODEN

I     LIVELLO

 

 

I piccoli gesti d’AMORE, a Volte,

Ci sembrano SOLO gocce NEL mare,

ma il MARE, nella sua IMMENSITA’

E’ faTTo di GOCCE

 

 

 

 

 

 

Reiki Master

Elena Bevilacqua

 

LE DODICI VIRTU’ DEL VERO GUARITORE

 

 

rispetto

compassione

chiarezza

umiltà

tolleranza

onestà

integrità

calma

fede

spirito di servizio

non-interferenza

amore

 

 

 

COS’E’ IL REIKI

 

La parola REIKI viene dal giapponese e significa energia vitale universale e nasce dall’unione di due concetti

 

REI descrive l’aspetto universale e illimitato di tale energia e che possiamo definire come Forza Spirituale

 

KI rappresenta la l’energia individuale cioè quella peculiare caratteristica che distingue ogni essere da tutti gli altri. Secondo una interpretazione Spirituale potremmo parlare di Anima. Coscienza Psiche oppure più concretamente di Personalità, Individualità, Carattere, Identità.

 

Il Reiki è un’antica arte basata sul riequilibrio energetico, in grado di individuare le cause dei blocchi fisici e psichici (sintomi) infondendo energia e benessere.

 

Le sue origini risalgono a diecimila anni fa, e affondano nell’antica storia del Giappone, Egitto e della Cina-Tibet. Era utilizzato in India, in Cina e in Giappone ed è giunto a noi grazie al Dr Mikao Usui che lo riscoprì nel 1922.

 

REIKI assiste il corpo nei suoi processi di autoguarigione ed è totalmente naturale ed olistico; inoltre  equilibra le energie fisiche dando così al corpo, alla mente e allo spirito il giusto allineamento.

 

Quello che accade con il Reiki  è che attraverso il trattamento o l’attivazione si inverte il processo della malattia.

Purtroppo i  condizionamenti che abbiamo subito fin dall’infanzia  ci hanno portato a prendere le distanze dalle nostre emozioni e dalla nostra verità rendendoci difficile di entrare in contatto con noi stessi e riconoscere  quello che davvero sentiamo.

 

Attraverso il Reiki il corpo viene nutrito di nuova energia che libera i blocchi e riporta alla consapevolezza le cause della sofferenza.

Si chiama processo di guarigione il continuo e progressivo afflusso di informazioni, sottoforma di sentimenti, situazioni, ricordi, pensieri che affluisce dal corpo agli strati superiori della coscienza.

 

 

 

L’energia REIKI può essere utilizzata in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo e da chiunque e non richiede alcun particolare strumento. Chi si sintonizza mediante l’iniziazione, con questa energia, conserverà la connessione per tutta la vita . Più la  si utilizza, più diventa potente. E’ energia, e l’energia non stanca mai.

 

L’energia REIKI fluisce e si muove incessantemente in una spirale anti-oraria e si dirige dove c’è bisogno e nella quantità necessaria. E’  una tecnica priva di controindicazioni, capace di coadiuvare e supportare qualsiasi terapia e trattamento di medicina tradizionale e/o naturale.

 

Si sperimenta quindi una crescita spirituale che significa cominciare a percepire l'esistenza di un ordine superiore, di un essere supremo, di un disegno cosmico.

Significa riconoscere i segni che ci indicano la via dell'evoluzione, significa mettere da parte il proprio ego e accettare di affidarsi all'universo, alla vita, senza più resistere, senza ribellarsi al proprio destino e al proprio percorso evolutivo.

 

L’energia REIKI può essere utilizzata dalle persone che aderiscono a qualsiasi fede,  religione o ideologia. E’ comunque una via di crescita personale, dove la verità che si scioglie dai blocchi fisici nutre la coscienza, finalmente in grado di ampliarsi oltre i limiti che la mente le ha imposto.

 

PER SEMPRE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DR. MIKAO USUI
 
IL REIKI IN GIAPPONE

 

 

Usui nacque nel primo anno del periodo Keio, chiamato Keio Gunnen, il 15 agosto 1865. Il suo primo nome era Mikao e il secondo viene pronunciato Gyoho (che Kyoho)

Egli era nato nel villaggio di Yago nel distretto Yamagata della prefettura di Gifu.

Da adulto viaggiò in molti paesi occidentali e in Cina per studiare.

Divenne imprenditore di una piccola azienda ed ad un certo punto incappo in qualche sfortuna finanziaria. Non si arrese e cominciò a studiare sempre più assiduamente varie religioni e tecniche per poter crescere sempre più spiritualmente.

Nella sua incessante ricerca spirituale decise di recarsi sul monte Kurama per un ritiro di 21 giorni in cui digiunare e meditare per poter raggiungere l’illuminazione.

Al termine di questo periodo egli sentì improvvisamente la grande energia di Reiki sulla sommità della propria testa, il che condusse al sistema di guarigione Reiki. Inizialmente egli usò Reiki su se stesso, quindi lo provò sui propri familiari. Poiché funzionava bene per diversi disturbi egli decise di condividere  questa conoscenza con il pubblico più ampio.

Aprì una clinica ad Harajuku, Aoyama, Tokyo nell’aprile dell’11° anno del periodo Taisho (1922)

Non solo trattò innumerevoli pazienti, molti dei quali giungevano da molto lontano, ma ospitò anche seminari con i quali diffondere il suo sapere.

Nel settembre del dodicesimo anno del periodo Taisho (1923), il devastante terremoto Kanto sconvolse Tokyo. Migliaia di persone rimasero uccise, ferite o si ammalarono per le sue conseguenza. Il Dr. Usui pianse per la sua gente, ma portò anche Reiki nella città devastata e ne utilizzò i poteri di guarigione per le vittime sopravvissute.

 

 

 

 

 

 

La sua clinica diventò ben presto troppo piccola per gestire l’affluenza dei pazienti che richiedevano il suo intervento, perciò nel febbraio del quattordicesimo anno del periodo Taisho (1925) egli ne costruì una nuova fuori Tokyo a Nakano.

 

La sua fama si diffuse rapidamente in tutto il Giappone, e allo stesso modo si moltiplicarono gli inviti a recarsi in luoghi lontani per curare molti disturbi.

Fu durante il suo soggiorno a Fukuyama che venne colpito da un attacco fatale il 9 marzo del quindicesimo anno del periodo Taisho (1926) Aveva 62 anni.

 

Il Dr. Usui aveva una moglie di nome Sadako, il cui nome da ragazza era Suzuki.

Essi ebbero un figlio e una figlia. Il figlio Fuji Usui si incaricò degli affari di famiglia dopo la transizione di Usui.

Il Dr. Usui  era una persona molto calda, semplice e umile. Era ben proporzionato.

Non si metteva mai in mostra e sul volto c’era sempre un sorriso, inoltre fu sempre coraggioso di fronte alle avversità.

Al tempo stesso era una persona molto prudente.

I suoi talenti erano numerosi.

Gli piaceva leggere, e la sua conoscenza della medicina, psicologia, della mantica e della teologia di religioni di tutto il mondo era vasta. La sua abitudine, lunga quanto la sua vita, allo studio e alla raccolta di informazioni lo aiutò a pavimentare il sentiero verso la percezione e la comprensione di Reiki.

 

Durante gli anni passati ad insegnare il Reiki, il Dott. Usui elaborò sei livelli o gradi di addestramento, numerandoli al contrario di quanto facciamo noi occidentali.

 

I primi quattro corrispondono al livello 1 insegnato dalla signora Takata, che li riunì in un unico livello; per questa ragione ella trasmetteva quattro attivazioni per il primo grado che venne chiamato Shoden o

livello iniziale; il quinto  prese il nome di Okuden o insegnamento interiore; il livello più alto , o master, venne denominato Shinpiden, o insegnamento arcano.

E’ da notare che il titolo master non fu mai usato da Usui sensei, e non lo è in Giappone; tale titolo venne introdotto da H. Takata nel 1970 quando iniziò a insegnare lo Shinpiden. Questo creò confusione poiché master, o maestro, è inteso come “illuminato” o “ maestro spirituale”, cosa non necessariamente collegata con l’attivazione allo Shinpiden.

 

Usui sensei non voleva che il Reiki costituisse la pratica esclusiva di un unico gruppo, ne’ che fosse controllato o limitato in alcun modo, desiderava che venisse reso disponibile a tutti e diffuso ovunque, nella convinzione che chiunque potesse, attraverso esso, sperimentare il Divino, e che quindi la gente sarebbe stata più incline a lavorare insieme per costruire un mondo migliore.

 

Alla sua morte  i suoi discepoli posero presso la tomba una grande lapide commemorativa con una meravigliosa iscrizione che narra la vita e l’opera del Maestro.

 

Allo scoppio della guerra i praticanti Reiki dovevano spostarsi continuamente per evitare di essere accusati di appartenere al movimento pacifista, fatto che comportava l’esecuzione immediata.

Questi gruppi in Giappone erano piccoli e spesso si sfaldavano alla morte del loro capo. Alcuni modificarono gli insegnamenti perseguendo interessi personali e dando vita a diverse sette religiose.

 

Dopo che il Reiki venne fatto conoscere nell’Occidente venne reintrodotto in Giappone nel 1984, dove ottenne un gran seguito e si può dire che nel 1999 il “Reiki occidentale” era diventato un metodo ben noto negli ambienti esoterici del Giappone.

Attualmente in Giappone sono attive diverse scuole di Reiki occidentale, quasi tutte avviate da allievi Occidentali e realizzate su modello americano

Ricordiamo che spesso per noi Occidentali è importante il lignaggio degli insegnati, cosa totalmente sconosciuta in Giappone che non si preoccupano dove il loro maestro abbia appreso il metodo.

 

 

 

 

 

IL REIKI NEL MONDO OCCIDENTALE

 

Si deve a Hawayo Takata il merito di aver fatto conoscere il Reiki in Occidente.

Takata nacque il 24 dicembre del 1900 nelle Hawaii.

Contrasse una malattia polmonare e un esaurimento nervoso, e in seguito alla morte della sorella si recò in Giappone a far visita ai genitori e per curare la propria salute. Inizialmente si rivolse ad un ospedale normale, ma in seguito decise di tentare un approccio diverso.

Si recò alla clinica Reiki e dopo quattro mesi di trattamenti giornalieri, era completamente guarita, come venne confermato dagli esami medici.

Felice dei risultati decise di imparare il Reiki per mantenersi in salute, una volta tornata nelle Hawaii. Venne iniziata allo Shoden e dopo un anno di pratica nella clinica, ricevette anche il grado di Okuden.

Nel 1937 torno nelle Hawaii e insieme al dott. Hayashi girò l’arcipelago tenendo conferenze, insegnando e praticando il Reiki.

Nel 1938 venne iniziata allo Shinpiden.

Aprì una clinica e divenne una celebre guaritrice. Viaggiò negli Stati Uniti e in altre parti del mondo, insegnando e curando.

Nel 1970 iniziò ad addestrare altre persone allo Shinpiden, o livello master come volle chiamarlo. La preparazione costava 10.000 dollari e consisteva in un week end senza alcun tirocinio.

Secondo H. Takata il Reiki è una tradizione orale, e quindi non devono essere forniti materiali scritti agli allievi, inoltre non permetteva di prendere appunti, rendendo più difficile l’apprendimento.

Ora Sappiamo, grazie anche alla lapide commemorativa vicino alla tomba del Maestro, che sia lo stesso dott. Usui che il dott. Hayaschi (che attivò la signora Takata) avevano compilato manuali d’insegnamento che fornivano ai propri allievi. Copia che tra l’altro era anche in possesso della stessa H. Takata.

L’11 dicembre 1980 Hawayo Takata morì, aveva iniziato ventidue maestri di Reiki, ai quali fece giurare solennemente che avrebbero insegnato esattamente come avevano appreso, così da preservare il metodo Usui come ella lo interpretava. Pur rifacendosi al fondatore, il metodo d’insegnamento e di pratica da lei seguito, trascurava molti aspetti considerati importanti dallo stesso dott. Usui e aggiungeva diverse regole personali. Alcune di queste apparivano restrittive e, per amore di chiarezza, ciò che ella insegnata avrebbe dovuto essere definito “Reiki di Takata”.

 

L’elevato costo e queste regole restrittive ed estranee agli insegnamenti del dott. Usui, hanno reso più difficile l’apprendimento e rallentato lo sviluppo del metodo.

Tuttavia non dobbiamo dimenticare l’importanza di quanto ella fece, proponendo il Reiki all’Occidente.

Dopo la sua morte alcuni insegnanti che amavano il Reiki, cominciarono a modificare le limitazioni che ella aveva apportato seguendo la propria guida interiore; insegnando in modo più aperto, facendo prendere appunti,  fornendo materiale scritto e  chiedendo somme più modeste.

Grazie a diversi studi sulla storia del Reiki, è emerso, con prove documentate dal Giappone, che il Reiki deve essere disponibile e alla portata di tutti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I LIVELLI DI APPRENDIMENTO

 

REIKI prevede tre livelli (o gradi) di apprendimento. Ciascun livello è accomunato agli altri due per la presenza delle iniziazioni.

Con Reiki le iniziazioni nascono dalla decisione dell’individuo di dire sì a sé stesso ed alla propria vita TOTALMENTE.

Nei tre diversi livelli le iniziazioni conducono a tre diverse qualità di energie

 

SHODEN - PRIMO LIVELLO

Riattivazione dei canali energetici

PURIFICAZIONE, CONSAPEVOLEZZA, GUARIGIONE.

Primo simbolo per il trattamento su piano fisico

Contatto con l’energia vitale e grande apertura verso la vita ed il mondo.

Qui inizia l’avanzamento della coscienza e prende il via il processo di guarigione sul piano FISICO.

 

OKUDEN – SECONDO LIVELLO

Per accedere all’Okuden  sarebbe opportuno aspettare che l’energia attivata con l’apertura dei canali durante l’iniziazione allo SHODEN si sia equilibrata e l’iniziato abbia    interiorizzato gli insegnamenti base per i trattamenti. Questo periodo cambia secondo il soggetto, ognuno valuterà quando, e se, vuole essere attivato all’OKUDEN

 

Connessione con altri due simboli per i trattamenti mentali ed a distanza.

La vibrazione sale e dal piano del  corpo fisico si passa a quello del corpo mentale che attraverso i trattamenti viene rigenerato e purificato.

 

La pratica del I Livello non deve mai più essere abbandonata, essa costituisce la fonte e il fondamento di tutta la pratica di Reiki.

 

Un errore frequente è considerare il I livello di Reiki secondo la mentalità occidentale, con atteggiamento gerarchico e competitivo, come qualcosa da superare con il II Livello.


Il II Livello non è qualcosa di "superiore" rispetto al I, ma qualcosa che ha finalità differenti.

Il I Livello vibra attraverso la  frequenza del Corpo, il II Livello vibra attraverso la  frequenza della Mente.

In realtà la Tecnica di Guarigione del I Livello è la base del successivo lavoro di crescita.

 

Entrambi sono necessari per la Guarigione.

 

Avere padronanza della tecnica significa anche riconoscere queste differenze qualitative.

 

Molti studenti, poco accorti, spesso tralasciano la pratica dei trattamenti di I Livello appena entrano in contatto con l'energia del II livello, con i simboli e i trattamenti a distanza.
E' un errore, la pratica del I Livello non andrebbe mai abbandonata
.

SHIKIDEN o SHINPIDEN – TERZO LIVELLO

Connessione con il quarto simbolo, che produce frequenze vibratorie molto alte.

La coscienza umana si apre alla dimensione universale: è interessato il CORPO ETERICO.

Lo Shikiden (noto come Master) è un passaggio molto delicato dove l’individuo sceglie di fare della propria esistenza un processo di crescita e di consapevolezza interiore, utilizzando tutto ciò che può servire a migliorare la vita dal punto spirituale, fisico e psichico.

Con lo Shikiden si acquisisce la conoscenza per poter iniziare altre persone a tutti i tre livelli.

Questa conoscenza rappresenta il passaggio alla responsabilità, per se e per gli altri, che lo studente compie scegliendo la via del master.

Scegliere il ruolo di maestro non significa avere qualcosa di proprio da dare agli altri, essere superiore, migliore, stare più in alto. Significa soltanto essere disponibile a ritrasmettere ciò che ci è stato insegnato affinché il maggior numero di persone possa fruirne.

 

 

 

 

 

SEDETEVI NELL’IMMOBILITA’ E NEL SILENZIO OGNI MATTINO ED OGNI SERA TENENDO LE MANI IN POSIZIONE DI “GASSHO” E RIPETERE TRE VOLTE I CINQUE PRINCIPI.

 

CHIUNQUE PU0’ ACCEDERE AL REIKI PERCHE’ INIZIA DA DENTRO SE STESSI.

 

Kyo dake wa  -                  Solo per oggi

Okolu-na -                         non mi arrabbio

Shinpai suna -                   non ho paura – non mi preoccupo

Kansha shite -                   apro il mio cuore alla gratitudine

Goo hage me -                   lavoro sodo su me stessa/o

Hito ni shinsetsu ni – ho rispetto per ogni creatura vivente.

 

Solo per oggi  non ti arrabbiare

Solo per oggi  non avere paura non ti preoccupare

Solo per oggi  apri il tuo cuore alla gratitudine

Solo per oggi  lavora sodo su te stesso

Solo per oggi  rispetta  ogni creatura vivente

 

 

Perché “SOLO PER OGGI”

 

Un pensiero espresso al presente è percepito dalla mente in modo diretto e ci si attiva in questo senso.

Se ogni giorno ripetiamo i 5 principi, ogni giorno ci impegneremo nel mettere in atto quello che è l’essenza del Reiki che vi è racchiusa.

Il presente è il mattone per il futuro ed è quello su cui quotidianamente possiamo lavorare ed agire per costruire, mattone dopo mattone, un futuro pieno di luce e consapevolezza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ATTIVAZIONE

 

Per ricevere l’Attivazione al I Livello è sufficiente sedersi per alcuni minuti cercando di fare il vuoto nella mente, per aiutare il raccoglimento è spesso sufficiente guardare per alcuni minuti la fiamma della candela che viene posta di fronte al ricevente.

Quando il ricevente si sente pronto, può chiudere gli occhi, congiungere le mani all’altezza del cuore  e tenere  i piedi bene appoggiati a terra in modo da rimante costantemente in contatto con la terra ed la parte materiale.

L’Attivazione è una vera e propria cerimonia con cui il Maestro apre i canali energetici del ricevente e nel contempo il Maestro attivatore prende su di se il  Karma negativo del suo allievo lasciandogli così la possibilità di iniziare al meglio la sua evoluzione spirituale che, continuerà in modo progressivo nel tempo.

Dopo l’attivazione avviene una purificazione a livello fisico e spirituale dove si eliminano le tossine,  si potrebbero quindi verificare dei lievi malesseri fisici e un profondo cambio a livello emotivo (modi di sentire e pensare).

Questa purificazione dura 21 giorni, nei quali il Maestro rimane a disposizione dell’allievo per poterlo seguire, guidare e sostenere in questo momento di totale trasformazione

 

Durante la cerimonia di attivazione, il Maestro Reiki toccherà le spalle dell’iniziato e questi dovrà mettere le mani giunte a livello del cuore, al secondo tocco sulle spalle, le mani andranno giunte sopra la testa. Alla fine dell’attivazione le mani verranno messe dal maestro, una sopra l’altra, all’altezza del quarto chakra , il chakra del cuore, a questo punto  il discepolo potrà prendersi del tempo per gustare le proprie emozioni e quando si sentirà pronto potrà  riaprire gli occhi e riprendere coscienza del qui e ora.

 

Dopo l’attivazione, che per il primo livello sono in tutto quattro, è generalmente utile condivide le sensazioni provate durante la cerimonia.

 

 

LA CENTRATURA SUL CUORE

 

La centratura, detta anche bilanciatura, è l’interruttore che permette all’operatore Reiki di connettersi con  il flusso dell’Energia cosmica.

Si portano le mani al cuore, una sovrapposta all’altra, e si rimane in meditazione per qualche minuto, poi si può passare al trattamento vero e proprio tracciando il simbolo.

Consiglio di farla sempre, anche quando si sarà esperti,  ho però personalmente verificato che con la pratica, in alcuni casi (siamo in mezzo alla gente preferiamo non rendere pubblica la nostra centratura)  basta l’intenzione perché  avvenga la connessione. Anche in questo caso  affidiamoci alle nostre sensazioni ed alla nostra esperienza.

In un breve attimo l’energia inizia a fluire con forza, le tensioni scemano, si prova un senso di distacco che permette di vedere le cose sotto una luce più vera.

Pochi ne sono consapevoli, e usano la centratura  per predisporsi ad un trattamento, mentre è un aiuto formidabile nella vita quotidiana.

 

 

TRATTAMENTI

Durante i primi trattamenti/autotrattamenti, si possono verificare delle acutizzazioni dei dolori fisici o/e emotivi, vengono però sciolti entro i primi trattamenti. Inoltre si potrebbe presentare una situazione (fisica od emotiva) dolorosa che pensavamo rimossa, ma evidentemente  ancora latente o cronica.

                                         

Ricordiamoci che l’energia Reiki agisce solo per il massimo bene e non è controllabile dal terapista.

 

Affinché l’energia reiki esplichi al massimo i suoi  benefici, sarebbe opportuno ripeterlo (la prima volta che si viene in contatto con il Reiki) 4 volte in 4 giorni consecutivi.

 

PRIMA DI OGNI TRATTAMENTO RICORDARSI DI CONNETTERSI CON L’ENERGIA TRAMITE LA CENTRATURA, TRACCIARE IL SIMBOLO E RIPETERNE MENTALMENTE IL NOME PER 3 VOLTE

 

 

 

AUTOTRATTAMENTO

 

 

E’ il trattamento che ognuno può fare a se stesso.

Dopo la centratura, tracciare il simbolo ed, iniziando dalla testa, si appoggiano le mani per qualche minuto sui punti che vediamo sotto elencati.

Naturalmente se sentiamo qualche  dolore o disagio poggiamo le mani direttamente sul punto che  vogliamo trattare, oltre che sui soliti punti,  fermandoci per tutto il tempo che riteniamo necessario.

Come sempre affidiamoci al nostro intuito.

 

 

1.mani sul volto coprendo occhi e guance
2.mani a contatto sulla sommità del capo
3.mani a coppa sulla nuca
4.una mano sulla gola, l'altra con la punta delle dita sotto
5.mani allineate sul petto
6.mani allineate sulla vita
7.mani sulla pancia
8.le due mani formano una "V" sull'inguine

 

 

 

TRATTAMENTO VELOCE

 

Far sedere  il ricevente su una sedia con la schiena dritta e i piedi appoggiati a terra,  Mettersi in piedi alle sue spalle, e dopo la centratura e il simbolo, mettere  le mani sulle spalle  in modo da entrare in contatto con chi trattiamo.

Spostiamoci quindi di fianco e poniamo le mani sui chakra partendo dal settimo fino ad arrivare all’altezza del primo.  Trattando direttamente i chakra basta mantenere  ogni posizione per 1 minuto

1.mani sulle spalle del ricevente per stabilire il primo contatto energetico
2.entrambe le mani sulla sua testa
3.spostare la mano anteriore sulla fronte del ricevente e la posteriore sulla sua nuca
4.la mano anteriore sulla gola, e l'altra sulla parte posteriore del collo
5.la mano anteriore sul petto e l'altra parallela ad essa sulla schiena
6.la mano anteriore sul plesso solare e l'altra parallela ad essa sulla schiena
7.la mano anteriore sulla pancia e l'altra parallela ad essa sulla schiena
8.la mano anteriore sulla zona pelvica,  e l'altra sul coccige

 

 

 

 

 

IL TRATTAMENTO DI BASE

 

Ricordiamoci che un trattamento a un'altra persona non andrebbe fatto controvoglia: se ce la sentiamo, e ci fa piacere eseguiamolo, altrimenti è meglio rimandare (fidatevi dei vostro istinto: può darsi che se non ne avete voglia, la persona che ve l'ha chiesto in realtà non lo desideri ... )

Per una riuscita ottimale, seguire i “SUGGERIMENTI PER I TRATTAMENTI”

 

PARTE ANTERIORE

 

 

1.mani sugli occhi
2.mani sulle tempie
3.mani a coppa sulla nuca
4.mani sulla sommità del capo
5.mani alla gola, senza premere
6.mani sulla zona del fegato (destra)
7.mani sulla zona dello stomaco, milza e pancreas (sinistra)
8.mani sulla pancia (centro)

9.mani a V sulla zona inguinale
10. mani a T sulla zona del cuore

 

 

 

PARTE POSTERIORE

 

1.mani sulla parte posteriore delle spalle
2.idem sul lato opposto
3.mani sulla parte dorsale della schiena
4.idem sul lato opposto
5.(non disegnato)mani allineate sulla zona lombare
6.mani a T sul coccige (premere bene con la mano sottostante)
7.una mano sul coccige e l'altra sulla zona cervicale
8.mani sulla parte posteriore delle ginocchia
9.mani sulle piante dei piedi

 

 

Al termine di ogni sessione è necessario eseguire l’accarezzamento dell’aura 3 volte. Si passano le mani tenendole leggermente sollevate dal corpo, come se si accarezzasse l’aria che lo circonda partendo dal capo fino ai piedi. Una volta terminato, si lascia riposare il paziente (meglio coprirlo con una copertina) finchè non se la sente di alzarsi. Non c’è fretta!

 

 

 

 

 

 

 

SUGGERIMENTI PER I TRATTAMENTI

 

E’ molto importante creare un clima rilassato, ove il cliente si senta a suo agio.

 

Assicurati che l’attenzione che dedichi alla persona ricevente non venga disturbato dal telefonino, rumori forti, passaggi di persone.

Usa luci soffuse, chiedi al ricevente se gradisce della musica e che tipo. Il cliente fa fatto sdraiare su di un lettino o su una superficie piana (va bene anche un tavolo se abbastanza grande), lasciamogli la scelta del tipo di coperta, dei cuscini, di dove mettersi (se c’è questa  possibilità). Questo permette al nostro cliente di sentirsi più a suo agio, coccolato ed in pace con se stesso.

Ricordiamoci che il trattamento dura da 40 a 50 minuti  quindi è importante che sia il terapeuta che il ricevente  siano comodi.

Tieni a disposizione dei fazzoletti di carta per eventuali lacrime liberatorie.

Dopo esserti centrato sul cuore, traccia il simbolo di tua conoscenza, ripetine 3 volte il nome mentalmente, e lascia che l’energia Reiki lavori per il massimo bene di chi stai trattando.

Segui il tuo istinto durante il trattamento, col tempo imparerai che le posizioni dei trattamenti imparate possono anche essere modificate, secondo il tuo sentito in quella particolare situazione.

L’energia che fruisce attraverso te per arrivare alla persona che ha riposto fiducia nel tuo operato, ti permetterà di entrare in stretto contatto con lui, avvertendo anche i suoi disagi emotivi. Lascia comunque che l’energia sia libera, senza cercare di contrastarla, dirigerla o di dominarla (cosa di per sé impossibile), sei solo un canale, e attraversandoti l’energia ha un effetto purificante anche su di te.

Quando sposti le mani da una posizione all’altra fallo una mano per volta in modo da non interrompere in modo brusco il flusso dell’energia.

 

 

 

 

Non interrompere il flusso fino a quando non senti che l’energia ha esaurito il suo compito.

Quando avrai finito con la parte anteriore del corpo, richiama dolcemente la persona e invitala a girarsi, quindi prosegui come in precedenza sulla parte posteriore.

Qualsiasi cosa tu percepisca durante un trattamento va religiosamente tenuto per te, non va commentato con nessuno e parlane al tuo ricevente solo se senti che è lui a volerlo.

Non siamo dottori e quindi non diamo diagnosi.

Se la persona che richiede un trattamento sta seguendo una terapia non serve dissuaderlo dal continuarla, l’energia Reiki non interferisce con nessuna cura già in atto, l’operatore deve fare altrettanto.

Limitati ad ascoltare lo sfogo di chi ti consulta (se ciò si dovesse verificare durante un trattamento) senza tentare di dare giudizi o consigli, troppo spesso si è tentati di darne, ma ricordiamoci che sono frutto del nostro vissuto e possono rivelarsi deleteri per chi stiamo trattando.

Il Reiki lavora per aiutare coloro che lo praticano e lo ricevono in modo che ognuno riesca a trovare  dentro di se’ le sue risposte.

Ricorda che sei un canale,  l’energia Reiki sa dove deve andare in maniera autonoma, lasciale solo il tempo necessario per espletare il suo compito.

 

Al termine puoi eseguire l’accarezzamento dell’aura per tre volte.

Richiama la persona invitandola a rialzarsi gradualmente, girandosi prima di tutto su un fianco poi mettendosi seduta ed infine in piedi.

 

Quanto tratti con il Reiki conviene, sia per l’operatore che per chi riceve,  non accavallare le gambe e non indossare oggetti metallici, in quanto ciò potrebbe interferire con un corretto passaggio dell’Energia attraverso il corpo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PRIMO SIMBOLO

CHO KU REI

 

Si utilizza per ACCUMULARE ENERGIA

E’  il  fissatore  degli  altri  simboli  e  significa:  “ Energia universale vieni qui”.

Concentra, purifica, eleva l’energia.

 

TRATTAMENTO FISICO

Si traccia mentalmente il simbolo e si ripete il nome CR per tre volte.

Si usa all’inizio di ogni trattamento, si può ripeterlo ad ogni passaggio o dove se ne sente più il bisogno.

Serve per accelerare la guarigione e per sedare il dolore.

 

TRATTAMENTO AGLI AMBIENTI

Si usa per purificare gli ambienti da energie negative e/o presenze.

E’ bene ripetere il trattamento anche per diversi giorni consecutivi, quando si intende purificare ambienti particolari (case dove si sono vissuti parecchi conflitti, stanze di ospedali, case di ammalati, luoghi dove si effettuano terapie)

Tracciare CR si ogni parete della stanza, sul soffitto e sul pavimento ripetendo ogni volta il CR per tre volte.

Si può anche visualizzare il simbolo luminoso che dal soffitto scende lentamente purificando l’ambiente.

 

PROTEGGERSI O PROTEGGERE DA ENERGIE NEGATIVE

Molte volte entriamo in contatto con persone che ci sfiniscono a livello energetico, o che ci intimoriscono a livello psicologico. Grazie al simbolo CR possiamo proteggerci.

Tracciare CR intorno a noi sopra e sotto (sei volte in tutto) ripetendo ogni volta il nome per 3 volte

Oppure tracciare il simbolo sopra la nostra testa visualizzandolo luminoso che compenetri tutto il corpo fino ai piedi e la sua energia/luce nel contempo ci avvolga irradiandosi dal ns. corpo.

In alternativa si può tracciare Cho Ku Rei davanti a noi come un portale e passarci attraverso.

Inoltre per trattare persone e/o situazioni che ci mettono a disagio, tracciare CR mentalmente direttamente sulla persona o sulla situazione che stiamo vivendo.

 

DOCCIA DI LUCE

Mettiti in piedi, con gli occhi chiusi, e prendi tre respiri profondi.

Alza le braccia, tenendole leggermente incurvate, con le mani rivolte verso l’alto, in posizione di ricezione, visualizza un raggio di luce abbagliante che dall’alto arriva fino alla sommità del tuo capo ed attraverso il la corona entra di te inondandoti di luce dorata e riempiendoti di energia.

Concentrati su questa immagine fino a quando non sentirai l’energia scorrere dentro di te vibrando fino ad uscire ad avvolgerti completamente.

Quando sentirai che l’energia comincia a scemare, lasciala andare, e riapri gli occhi.

Avrai la sensazione di aver fatto un bagno di giovinezza e ti sentirai ricaricato.

 

ARMONIZZAZIONE DEI CHAKRA

Usare il Reiki è un sistema eccellente per armonizzare le correnti di energia nel corpo.

Metti la  mano sinistra su un chakra (ad esempio sul frontale – terzo occhio) e la destra su quello della gola rimani così fino a quando senti che entrambi i chakra hanno lo stesso tipo di energia.

Sposta poi la destra (tenendo la sinistra sempre sullo stesso chakra) ad un altro e ripeti, così per tutti i chakra rimanenti.

Non ha importanza l’ordine di sequenza.

Il fatto di tenere una mano sempre sullo stesso chakra permette di armonizzare su di esso tutti gli altri.

Questo trattamento equilibra anche i corpi sottili essendo essi in corrispondenza dei chakra.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CONSIGLI PRATICI

 

FERITE SCOTTATURE

Il Reiki è estremamente efficace nell’accelerare i processi di cicatrizzazione delle ferite.

In caso di incidente disinfettare la zona sanguinante (onde evitare che impurità rimangano nella ferita durante la cicatrizzazione) prima di dare Reiki; poi trattare le ferite a contatto, appoggiando le mani ai margini delle stesse, sopra la fasciatura o direttamente sulla ferita senza toccarla rimanendo un paio di centimetri al di sopra.

 

FRATTURE

Anche in questo caso il Reiki accelera i processi di guarigione, quindi ricordarsi di trattare la frattura solo quando è stata ricomposta in modo adeguato. Si tratta in modo efficace anche attraverso l’ingessatura o il supporto rigido.

Una frattura guarisce assai rapidamente quando viene trattata per almeno un quarto d’ora 3 – 4 volte al giorno.

 

In caso di contusioni, shock o di incidenti traumatici, puoi aiutare la persona ferita durante l’attesa dell’ambulanza, dando Reiki per calmarla e per aumentare le sue difese vitali.

 

Non bisogna dimenticare che  nei momenti di tensione, preoccupazione o in cui si ha bisogno di forze nuove il Reiki è un aiuto prezioso.

 

 

 

 

 

 

 

GASSHO e HATSU REI

GASSHO E' UNA MEDITAZIONE CHE SECONDO GLI INSEGNAMENTI DI USUI VA PRATICATA DUE VOLTE AL GIORNO. UN'ALTRA VERSIONE DELLA MEDITAZIONE SI CHIAMA HATSU REI, E SIGNIFICA AVVIO REIKI

 

Gassho, è la meditazione  più semplice, e si avvicina a quella  di tipo yogico.

Hastu Rei, è composta da nove passaggi, ognuno dei quali ha un effetto particolare e mirato al fine di sviluppare e sensibilizzare un miglior contatto con l'energia.

 

Meditazione Gassho:

Gassho, significa letteralmente "due mani giunte." Il Maestro Usui insegnava questa meditazione da fare due volte al giorno: alla mattina e alla sera, possibilmente alba e tramonto, che sono i due momenti in cui l'atmosfera terrestre e quindi anche l'aria che respiriamo sono maggiormente carichi di "Ki " o "Prana".

Siediti con gli occhi chiusi e le mani giunte davanti al petto, porta la tua attenzione al punto dove si incontrano le tue dita medie, inizia a respirare lentamente nella pancia, e non preoccuparti di altro.

Se ti accorgi che arrivano dei pensieri, cerca di non trattenerli, ma osservali semplicemente come se appartenessero a qualcun altro.

 

Meditazione Hatsu Rei:

Hatsu Rei è una meditazione  che si articola in nove passaggi diversi, ognuno dei quali ha uno scopo energetico ben preciso.

Hatsu Rei significa avviare Reiki. In effetti possiamo dire che questo termine indica una tecnica per attivare e rafforzare il proprio Reiki. Consiste in una serie di esercizi energetici e visualizzativi che vanno eseguiti quotidianamente.

Preparazione: Svuotare la mente salmodiando Gyosei:
Hai un’anima giusta e pura se non hai nulla di cui vergognarti davanti al Divino che non puoi vedere.

 

 

 

 

 

 

 

 

1.        Kihon Shisei (postura standard)

Siediti sul pavimento in stile Zen o nella posizione del Loto  oppure su di una sedia, rilassati e chiudi gli occhi. Focalizza la tua attenzione sull’Hara 4 dita sopra  l’ombelico mettendo  le mani sul grembo col palmo rivolto verso l’alto.

 

2.      Mokunen (focalizzazione)

Dì mentalmente al tuo inconscio: “Avvio Hatsu Rei”

 

3.      Kenyoku
Kenyoku significa “bagno secco” o “spazzolare via” è un modo per liberarsi dalle energie negative.

·        Posa il medio e l’indice della mano destra  sul bordo della spalla sinistra, alla sommità del braccio, quindi fai scorrere le due dita sulla parte esterna del braccio sinistro, tenendo quest’ultimo lungo il corpo, fino al polso, espirando

·        Ripeti la procedura con l’altra mano sull’altro braccio.

·        Ripeti nuovamente la procedura sul lato sinistro.

·        Posa l’indice ed il medio della mano destra vicino alla sommità della spalla sinistra,   sull’incavo appena sotto il bordo della spalla e con le due dita traccia diagonalmente una linea retta attraverso il torace fino all’anca destra, espirando

·        Ripeti la procedura con l’altra mano sull’altra spalla.

·        Ripeti nuovamente la procedura sul lato sinistro.

 

4.     Connessione a Reiki

Porta le braccia in alto ai lati della testa; le mani sono tese e si guardano. Sintonizzati con Reiki visualizzando e sentendo la vibrazione – la luce bianca di Reiki che scorre nelle tue mani e nel tuo intero corpo. A mano a mano che diventi consapevole del flusso di Reiki abbassa le braccia.

 

 

 

 

 

 

5.      Joshin Kakkyu

Significa “metodo per purificare lo spirito attraverso il respiro”, o “respirazione per purificare l’anima”, è una meditazione focalizzata sull’Hara

·        Nella posizione Shisei (in ginocchio)si posano le mani sulle cosce e si uniscono le punte dei pollici, indici e medi (quest’ultimi puntati verso il basso) a formare un triangolo, quasi un cuore. Chiudere gli occhi e immagina una grande coppa dorata nell’Hara. Immagina una luce dorata che entrando dalla corona (la sommità del capo) attraversi il tuo corpo e riempi la coppa dorata.

·        Inspirando si portano le braccia e le mani verso l’alto congiungendole sopra il capo disegnando un  cerchio intorno a te.

·        Espirando lentamente si separano le mani e le braccia descrivono un semicerchio lateralmente rispetto al corpo per poi ricongiungersi, la mano sinistra con il palmo verso la destra che di taglio si poggia con la parte esterna (quella del mignolo) al centro del suo palmo per poi tornare  nella posizione di partenza. Durante l’espirazione l’energia si irradia dal centro del corpo alle estremità e da queste esce per illuminare il contorno esterno di tutto il corpo. La luce che purifica ogni buio dell’anima entra in noi e tutto intorno a noi.

Questa respirazione va ripetuta 9 volte

 

6.     Gassho

tenere le mani giunte (come in preghiera) davanti al torace, un pochino più in alto del cuore. A questo punto mantieni questa posizione e medita (il tempo della meditazione è soggettivo, smettete quando ve lo sentite).

 

 

 

 

 

 

 

 

7.      Seishin Toitsu (segue meditazione concentrazione)

Questo è il momento in cui gli insegnanti danno Reiju. (Anche se non riceviamo l’attivazione Reiju non saltiamo questo passo).

·        Inspira attraverso le mani e visualizza la luce di Reiki che scorre attraverso le mani e fino all’Hara. Senti l’energia che aumenta e si accumula nell’Hara.

·        Espirando, visualizza l’energia accumulata nell’Hara che irradia e sgorga abbondantemente attraverso le mani.

8.      Gokai Sansho (ripetere tre volte a voce alta i cinque principi)

·        Solo per oggi non mi arrabbio

·        Solo per oggi non ho paura

·        Solo per oggi apro il mio cuore alla gratitudine

·        Solo per oggi lavoro sodo su me stesso/a

·        Solo per oggi ho rispetto per ogni creatura vivente

9.      Mokunen
Dì mentalmente al tuo inconscio: “Ho finito Hatsu Rei”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo un po’ impari la sottile differenza fra tenere una mano e incatenare un’anima.

 

E impari che l’amore non è appoggiarsi a qualcuno e la compagnia non è sicurezza.

 

E inizi ad imparare che i baci non sono contratti e i doni non sono promesse.

 

E cominci ad accettare le tue sconfitte a testa alta e con gli occhi aperti, con la grazia di un adulto, non con il dolore di un bambino.

 

E impari a costruire le tue strade oggi

perchè il terreno di domani è troppo incerto per fare piani.

 

E impari che puoi davvero sopportare,

che sei davvero forte

e che vali davvero.